Le vacanze possono trasformarsi nell'occasione per mettere a punto la ricetta per prevenire l'osteoporosi: (Davide Gatti - Cattedra di Reumatologia all'Università di Verona e Dirigente presso il Centro di Riferimento Regionale per l'osteoporosi del Veneto) - I raggi solari favoriscono la produzione di vitamina D da parte dell'organismo, indispensabile per l'assorbimento del calcio, inoltre l'estate rappresenta la stagione ideale per l'esercizio fisico: è sufficiente camminare almeno mezz'ora all'aria aperta per stimolare l'intero metabolismo e quindi anche quello del tessuto osseo.

Occorre abbinare ad una corretta esposizione solare un'adeguata attività fisica: oltre a favorire la robustezza delle ossa, con il passare degli anni l'esercizio migliora la forza muscolare, l'agilità e l'equilibrio.

Terzo elemento fondamentale nella prevenzione dell'osteoporosi consiste in una dieta bilanciata: il nostro organismo, infatti, ha bisogno di un adeguato apporto alimentare quotidiano di calcio (normalmente: 800 mg al giorno, con l'allattamento e la menopausa: 1200 - 1600 mg al giorno). Oltre alla quantità di calcio presente negli alimenti - latte e derivati, pesce azzurro, legumi, ortaggi e frutta (mele, pere, fragole e ananas) - è importante quanto ne viene effettivamente assorbito e utilizzato dall'organismo. L'efficacia dell'assorbimento è legata ad un'adeguata presenza di vitamina D sintetizzata nella cute, oltre dall'azione della luce solare, anche con la dieta: pesci come salmone e aringhe, formaggi e uova. Approfittiamo dell'estate anche per bere tanta acqua, scegliendo una minerale che contenga oltre 300 mg di calcio per litro. Ottimi i centrifugati di pomodoro e sedano; particolarmente indicato e gradevole nei mesi più caldi anche il gelato, che permette di introdurre consistenti quantità di proteine e zuccheri corroboranti, con una buona dose di fosforo e calcio.  

Fino agli anni '50 il problema nutrizionale più comune nel bambino italiano era la malnutrizione per difetto. Nella seconda metà del secolo la malnutrizione per difetto è stata progressivamente sostituita da quella per eccesso. Oggi il numero di bambini con sovrappeso ed obesità è addirittura pari ad un terzo del totale. Ma la nutrizione è in eccesso soprattutto per l'energia, le calorie. E questo non annulla la possibilità di eventuali carenze negli apporti di nutrienti specifici, che si può manifestare anche in presenza di apporti energetici esuberanti.

I risultati di recenti indagini nutrizionali, quale ad esempio quella condotta dall'Osservatorio Nutrizionale del Grana Padano, evidenziano due caratteristiche principali nella nutrizione del bambino italiano:

A. Il ridotto consumo di alimenti di origine vegetale e di alimenti integrali;

B. L'elevato consumo di proteine, grassi e zuccheri a rapido assorbimento.

Di conseguenza l'alimentazione media del bambino italiano risulta ricca in calorie, ma relativamente povera in nutrienti (minerali, oligoelementi, vitamine), di origine vegetale. Da cui l'incremento delle patologie associate all'eccesso di riserve caloriche (obesità, dislipidemia, ipertensione, intolleranza al glucosio) e quelle da carenza di minerali e vitamine (ad esempio, la sideropenia o l'osteopenia) o di acidi grassi poli-insaturi (stati infiammatori di basso grado, regolazione metabolica).

Le indagini nutrizionali degli ultimi 15-20 anni rilevano anche eccessivo apporto di proteine nella dieta in media per più del 60% dei bambini. Dimenticando che molti alimenti contengono già proteine di elevata qualità, quali ad esempio i legumi, il latte, i formaggi, è prassi comune insistere perchè i bambini mangino la carne, consumata peraltro ben più del raccomandato.

Al contrario, il consumo di pesce, ricco in proteine nobili ma anche in acidi grassi poli-insaturi, così utili alla fluidità delle membrane cellulari e al metabolismo lipidico, è in genere scarso nei bambini. Un obiettivo realistico è che tutti i bambini vengano a consumare almeno due-tre porzioni di pesce (non fritto) alla settimana. Infine calcio e vitamina D sono assunti al disotto della quota raccomandata per sesso ed età in una percentuale superiore al 50% dei casi, sia nei maschi che nelle femmine.

La relativa carenza nell'assunzione di uova, pesce, e latte/latticini contribuisce a spiegare la carenza di questi nutrienti. Il 30% dei bambini assume poco zinco rispetto alle raccomandazioni ed il 70% poco iodio. Un eccessivo introito di sodio è legato all'ipertensione, patologia sfuggente, sottodiagnosticata nell'età evolutiva, ma più comune di quanto si potrebbe pensare, soprattutto tra i bambini obesi in cui è cinque volte più frequente.

* Dip. Materno Infantile e Biologia Genetica, Sezione di Pediatria, Univ. di Verona

(Human Reproduction)

Mangiare un gelato, alla crema o alla frutta, potrebbe dare maggiori possibilità di rimanere incinta. Gli stessi benefici, oltre che mangiando dei gelati, si possono ottenere anche bevendo del latte intero. Al contrario, invece, i latticini light diminuiscono le chance di rimanere incinta. Yogurt e latte scremato aiutano a mantenere la linea ma possono creare qualche problema di fertilità ostacolando l'ovulazione. Questa è la conclusione di uno studio, pubblicato sulla rivista Human Reproduction (Febbraio 2007), condotto presso il dipartimento di nutrizione dell'Harvard School of Public Health di Boston.  

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