Bimbi, l'errore alimentare (UniVe)

Fino agli anni '50 il problema nutrizionale più comune nel bambino italiano era la malnutrizione per difetto. Nella seconda metà del secolo la malnutrizione per difetto è stata progressivamente sostituita da quella per eccesso. Oggi il numero di bambini con sovrappeso ed obesità è addirittura pari ad un terzo del totale. Ma la nutrizione è in eccesso soprattutto per l'energia, le calorie. E questo non annulla la possibilità di eventuali carenze negli apporti di nutrienti specifici, che si può manifestare anche in presenza di apporti energetici esuberanti.

I risultati di recenti indagini nutrizionali, quale ad esempio quella condotta dall'Osservatorio Nutrizionale del Grana Padano, evidenziano due caratteristiche principali nella nutrizione del bambino italiano:

A. Il ridotto consumo di alimenti di origine vegetale e di alimenti integrali;

B. L'elevato consumo di proteine, grassi e zuccheri a rapido assorbimento.

Di conseguenza l'alimentazione media del bambino italiano risulta ricca in calorie, ma relativamente povera in nutrienti (minerali, oligoelementi, vitamine), di origine vegetale. Da cui l'incremento delle patologie associate all'eccesso di riserve caloriche (obesità, dislipidemia, ipertensione, intolleranza al glucosio) e quelle da carenza di minerali e vitamine (ad esempio, la sideropenia o l'osteopenia) o di acidi grassi poli-insaturi (stati infiammatori di basso grado, regolazione metabolica).

Le indagini nutrizionali degli ultimi 15-20 anni rilevano anche eccessivo apporto di proteine nella dieta in media per più del 60% dei bambini. Dimenticando che molti alimenti contengono già proteine di elevata qualità, quali ad esempio i legumi, il latte, i formaggi, è prassi comune insistere perchè i bambini mangino la carne, consumata peraltro ben più del raccomandato.

Al contrario, il consumo di pesce, ricco in proteine nobili ma anche in acidi grassi poli-insaturi, così utili alla fluidità delle membrane cellulari e al metabolismo lipidico, è in genere scarso nei bambini. Un obiettivo realistico è che tutti i bambini vengano a consumare almeno due-tre porzioni di pesce (non fritto) alla settimana. Infine calcio e vitamina D sono assunti al disotto della quota raccomandata per sesso ed età in una percentuale superiore al 50% dei casi, sia nei maschi che nelle femmine.

La relativa carenza nell'assunzione di uova, pesce, e latte/latticini contribuisce a spiegare la carenza di questi nutrienti. Il 30% dei bambini assume poco zinco rispetto alle raccomandazioni ed il 70% poco iodio. Un eccessivo introito di sodio è legato all'ipertensione, patologia sfuggente, sottodiagnosticata nell'età evolutiva, ma più comune di quanto si potrebbe pensare, soprattutto tra i bambini obesi in cui è cinque volte più frequente.

* Dip. Materno Infantile e Biologia Genetica, Sezione di Pediatria, Univ. di Verona

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